Cibo e spreco

Dallo sperpero a una nuova consapevolezza alimentare

Cibo_spreco_copertina Cibo e spreco. Dallo sperpero
a una nuova consapevolezza alimentare
Luca Falasconi, Lisa Casali
F.to 13,8×21; pag. 44
euro 5,00

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«La nostra è una totale assenza di consapevolezza: non sappiamo che il cibo viene buttato via perché ne abbiamo a disposizione il doppio di quanto ci servirebbe; e oltre a una straordinaria abbondanza vi sono una grande accessibilità e un’incredibile economicità: in un periodo di crisi potrebbe sembrare stridente dirlo, ma in Italia solo dal 18% al 20% dei soldi che portiamo a casa è destinato al cibo, l’80% serve per tutto il resto. Non sto dicendo che dobbiamo spendere di più per il cibo, ne stiamo già comprando anche troppo, e questo è prova del fatto che mangiare costa davvero poco.

(…) anche noi soffriamo della “sindrome della buona madre”: alcuni psicologi e antropologi statunitensi hanno studiato che cosa succede nelle case americane, ma è un comportamento che si può riconoscere in tutte le abitazioni del mondo. Gli americani comprano circa il 30% di cibo in più rispetto a quello di cui hanno bisogno. Il motivo è che hanno paura di rimanere senza, dunque ne comprano in abbondanza, lo dimenticano nel frigorifero o nella dispensa e poi decidono che non è più buono.

Un altro studio ha reso evidente che quando abbiamo finito un pasto senza mangiare ciò che avevamo nel piatto, ci mancano le ragioni per eliminare quello che ci avanza, allora lo riponiamo nei contenitori e lo mettiamo in frigorifero. Nei giorni seguenti non si ha voglia di avanzi e, in questo modo, nel tempo sono maturati non tanto i batteri, i microrganismi o le muffe quanto i motivi per disfarsene: li guardiamo schizzinosi, magari hanno cambiato odore e colore quindi decidiamo che sono andati a male anche se sono ancora buonissimi, nemmeno li assaggiamo e finiscono direttamente nella spazzatura.»

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Mappe 2014-15 

 

Incontri, dialoghi, testimonianze e prospettive già in atto: ciascun percorso di Mappe propone un piccolo vademecum per orientarsi nel territorio del contemporaneo. L’indagine – incentrata su temi quali il cibo, l’immaginario, la scienza, l’industria tessile, il corpo… – condotta da numerosi relatori – esperti del settore, giornalisti, scrittori, professionisti e pionieri del cambiamento – approfondisce i diversi ambiti, stimola e coinvolge il pubblico al dialogo.

 
 
 
 

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