Gao Xingjian, Day and night, 2007
Il mondo religioso è frantumato soprattutto perché le religioni non si conoscono reciprocamente. Tutte occupate in una polemica che le esaurisce, non hanno praticamente la forza di vivere per se stesse. Le varie confessioni sono simili a degli attaccabrighe che dilapidano tutte le proprie sostanze per intentare processi, e poi vivono in ristrettezze, facendo la fame. Se anche una minima parte dell’energia che si disperde nell’ostilità verso gli altri fosse usata per amare se stessi, l’umanità potrebbe riposarsi e prosperare. (…)

 

(…) Per quanto le differenze fra le varie confessioni di una stessa religione possano essere sostanziali, esse non distruggono però la comunanza di fondo che esiste fra le confessioni. Allo stesso modo anche i fossati più profondi tra le religioni non possono creare fra di loro divisioni tali da rompere definitivamente la loro radicale unità (…) possiamo parlare dell’impossibilità, da parte nostra, di accettare nel suo complesso l’organizzazione della vita così come è stabilita in una determinata confessione; similmente niente può obbligarci a chiudere gli occhi davanti all’estraneità delle formule e dell’organizzazione di vita di un’altra religione. Per quanto possano essere grandi e profonde le differenze religiose e confessionali, esse comunque sono relative: alcune confessioni vivono in piena libertà, altre in parchi recintati, altre in cortili piccoli ma con alte mura di cinta, altre in torri anguste, altre in tende con una stretta apertura per il fumo, altre ancora non hanno sulla testa che una stretta fessura. E gli uomini che si trovano in queste differenti situazioni sono in condizioni psicologiche e fisiche differenti, e possiedono orizzonti molto diversi. Il Cielo, da cui tutti ricevono la Luce, non appare omogeneo sulle loro teste, e tuttavia è un unico Cielo. Vederlo, magari anche attraverso una fessura, è meglio che non vedere nulla. Questo Cielo è Dio. Avere una fede qualsiasi in Dio è meglio che non averne nessuna, perché la fede dà un autentico contatto con il mondo spirituale.

 

P.A. Florenskij, Ai miei figli, Mondadori, Milano 2009

Mappe - Viaggiare il presente

Mappe 2014-15 

 

Incontri, dialoghi, testimonianze e prospettive già in atto: ciascun percorso di Mappe propone un piccolo vademecum per orientarsi nel territorio del contemporaneo. L’indagine – incentrata su temi quali il cibo, l’immaginario, la scienza, l’industria tessile, il corpo… – condotta da numerosi relatori – esperti del settore, giornalisti, scrittori, professionisti e pionieri del cambiamento – approfondisce i diversi ambiti, stimola e coinvolge il pubblico al dialogo.

 
 
 
 

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a Milano presso Triennale Design Museum
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