Costruire vita sociale


Costruire vita sociale
Incontri con Luisa Usellini, Roberto Rimassa
e con uno scritto di Tullio Castellani

F.to cm 11×17; pag. 152
euro 13,00

 

 

Nel 1949 Tullio Castellani, fondatore dell’associazione Centro Coscienza, diede vita a un corso per «L’intendimento delle strutture sociali».
Erano gli anni dell’immediato dopoguerra, in cui si dedicavano tutte le energie alla ricostruzione. Ricostruzione materiale, certo, di case, fabbriche, strade, ferrovie, ma non solo: c’era una società dilaniata da ricostruire e ci si chiedeva da che cosa fosse possibile ripartire e come.
Il corso voleva approfondire gli ambiti in cui la vi­ta sociale si dispiega: religioso, politico, giuridico, economico e culturale, indicati con il termine strutture per sottolineare la loro funzione di caratterizzare e reggere qualsiasi tipo di co­munità. La premessa ne precisava il metodo:
– formulare domande umane
– non volere risposte intellettuali univoche e chiare
– verificare nell’esperienza le affermazioni del pensiero; cioè non limitarsi a sapere come le cose dovrebbero essere, ma cercare quale cammi­no occorre fare per realizzarle, impegnandosi in un percorso di sviluppo umano da compiere lì dove si è, nei propri rapporti.
Centro Coscienza si propone tuttora come ambiente dove provare a costruire concretamente una vita so­ciale basata su valori umani, e quel corso è stato portato avanti per anni da diversi conduttori; na­turalmente tenendo conto che, sebbene il problema fondamentale sia ancora quello, da allora sono av­ve­nuti molti cambiamenti, nei modi di approccio, nel linguaggio; soprattutto è profondamente mutato il quadro politico-sociale.
Di questi mutamenti si trova traccia nel libro attraverso testi che risalgono a epoche diverse.
Il primo è tratto da una conferenza del 1961, in cui Luisa Usellini, allora responsabile dei gruppi di ri­cerca sociale, approfondisce il legame tra la realizzazione del singolo individuo e il più vasto interesse della società. Originariamente si presentava in forma di appunti, elabo­ra­ti in questa edizione con qualche frase di raccor­do per favorire la scorrevolezza del testo, che pu­re ha mantenuto il suo carattere e richiede una lettura attiva e meditativa.
Gli altri capitoli sono tratti dalle prolusioni ai corsi di ambito sociale degli ultimi cinque an­ni: sono il risultato di ricerche di gruppo e perciò non attribuibili a un autore in particolare, ad eccezione del contributo di Roberto Rimassa su Gandhi. Si in­nestano nel solco della tradizione poiché ne manten­gono la tensione costruttiva e l’aspirazione a realizzare uno stile di vita: cercano infatti di ritrovare i pilastri fondamentali, le leggi umane di rinnovamento so­ciale, con lo spirito indicato da Tullio Castellani nel brano scelto a conclusione del libro: «(…) sentiamo – egli scrive a proposito del senso di responsabilità – di essere un elemento co­stitutivo di un più grande organismo sociale, con il quale siamo le­gati da così intimi ed essenziali rapporti da non poter pensare di manifestarci nella vita se non in funzione di esso».

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