La grande felicità del linguaggio


(F.to cm 11×17, pag. 118, euro 11,00)

Il 27 gennaio 1990 Mario Luzi incontrò studenti, insegnanti e genitori al Liceo Parini di Milano, dove lui stesso aveva studiato da ragazzo. Parlò di sé, della poesia, del suo rapporto con le parole in modo schietto e profondo, con pudore e discrezione.

Una socia di Centro Coscienza presente all’incontro, da molti anni appassionata di poesia e lettrice attenta di Luzi, lo avvicinò e gli parlò di un gruppo del Centro: il poeta fu interessato e colpito dall’idea che una ventina di persone si ritrovassero ogni settimana di sera a leggere versi.

Fu l’inizio di un’amicizia intensa, tra Milano e Firenze e Pienza, scandita da frequenti incontri a Milano, nella sede di Centro Coscienza di corso di Porta Nuova, dove Luzi veniva a parlare di poesia e di poeti, a leggere versi suoi e di altri accolto da un folto pubblico di ascoltatori attenti.

Molti di quegli incontri furono trascritti e pubblicati sulla rivista di Centro Coscienza Maieutica; altri si depositano ora sulle pagine di questo piccolo volume che raccoglie tre conversazioni tra il 1995 e il 2000.

Sono precedute dalla conferenza che ebbe luogo al Parini, edita nella forma di appunti presi velocemente; non sono quindi le parole del poeta, ma ciò che di esse scelse e trattenne allora l’ascoltatrice. È una sorta di ritratto dell’uomo Luzi, della sua umanità, e dell’inizio della sua vicenda poetica. Nella vivezza delle immagini e nei termini del rapporto adombrato con le parole risiede l’interesse dello scritto.

Le conversazioni tenute a Centro Coscienza, invece, furono registrate e sono qui fedelmente trascritte nella forma di dialogo tra poeta e pubblico che ebbero. Tutte mantengono volutamente lo stile parlato e gli interventi redazionali sono stati ridotti al minimo, per rispettare la costruzione della frase di Luzi, il suo dire con grande ponderatezza, lentamente, scavando dentro di sé per pronunciare la parola che più chiaramente, senza ambiguità, esprimesse il sentimento e il pensiero.

 

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Immagini

Chen Hongshou, Lotus and bamboo in a bronze vase, 1618-22, part.

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Esplode giugno. È il tempo che si espande
nella sua grazia tenera. L’estate che ritorna
e allarga a dismisura percezioni e promesse:
una luce di acquario che sorprende. Per come suono
arrivi e dal basso debordi. Ed ha fiato di mare
e sottili profumi di erba ai fossi.

 

Ancora voce chiama ed io rispondo.

 

Giusi Verbaro

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