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«Oh Lou, in una poesia che mi riesce c’è molta
più realtà che in ogni relazione o affetto che provo;
dove creo, io sono vero e vorrei trovare
la forza di fondare la mia vita interamente
su questa verità, su questa infinita semplicità
e gioia che talvolta mi sono concesse.»

Ranier Maria Rilke, Lettera a Lou Andreas-Salomè (8 agosto 1903)
in Epistolario 1897-1926, La Tartaruga Edizioni

 

Acquerello: L. Sanchez, Geos n°11

«La sua opera stessa lo ha protetto; egli ha abitato in essa come in un bosco, e la sua vita esiste certo già da lungo, perché ciò che egli ha piantato è diventato un’immensa foresta. E se ci si aggira tra le cose presso cui egli abita e vive, che rivede tutti i giorni e che tutti i giorni completa, allora la sua casa e i suoi rumori sono qualcosa di indicibilmente insignificante e secondario, e si vede tutto solo come in un sogno, stranamente differito e riempito di pallidi ricordi. La sua vita quotidiana e le persone che ne fanno parte giacciono li come un alveo vuoto, attraverso cui egli non scorre più; ma in ciò non vi è nulla di triste: perché accanto si sente il grande mormorio e il corso possente del fiume, che non si è voluto dividere in due bracci…

E io credo Lou che così deve essere: questa è una vita e l’altra è una vita diversa e non siamo fatti per avere due vite; sempre, quando ho desiderato una realtà, una casa, persone che visibilmente mi appartenessero, il quotidiano, come mi sbagliavo. Da quando li posseggo, mi abbandonano, uno dopo l’altro. Che cosa è stata per me la mia casa, se non un’estranea per la quale dovevo lavorare, e che cosa sono le persone vicine, se non visitatori che non sanno congedarsi. Come mi perdo ogni volta che voglio essere qualcosa per loro; come mi allontano da me stesso e non riesco ad arrivare fino a loro, e mi trovo a metà strada tra loro e me, quasi fossi in viaggio, sì che non so più dove sono e quanto di mio sia con me e raggiungibile. Per chi posso essere qualcosa, dal momento che non ho alcuna vocazione per gli uomini e nessun diritto su di loro? Come dovrebbe vivere colui che potesse chiamare suo figlio veramente suo; che cosa dovrebbe fare se non guadagnarlo a sé giorno e notte? Ogni rapporto pone dei compiti, ogni relazione impone esigenze e leggi, in cui si può dirigere la felicità e la grandezza della vita per crescere in esse fino a diventare se stessi. Alcuni lo possono. Altri, invece, sono radicalmente solitari e non è dato loro essere socievoli; ogni relazione significa per loro un pericolo e una inimicizia; la casa che costruiscono poggia su di loro, perché non hanno patria che la regga, e con le persone care che sono vicine subentra una vicinanza eccessiva che esclude la vastità.
Oh Lou, in una poesia che mi riesce c’è molta più realtà che in ogni relazione o affetto che provo; dove creo, io sono vero e vorrei trovare la forza di fondare la mia vita interamente su questa verità, su questa infinita semplicità e gioia che talvolta mi sono concesse.

(…)

I giorni passano e talvolta sento la vita passare. E ancora non è accaduto nulla, ancora non c’è nulla di reale attorno a me; e io continuo a dividermi e scorro divaricando, ‒ e desidererei scorrere in un letto e diventare ampio. Perché, Lou, non è forse vero che così deve essere; dobbiamo essere come un fiume e non dividerci in canali per portare acqua ai pascoli. Non è forse vero che dobbiamo tenerci uniti e mormorare? Forse potremo, quando saremo molto vecchi, una volta, proprio alla fine, cedere, ampliarci e sfociare in un delta … cara Lou!»
Ranier Maria Rilke, Lettera a Lou Andreas-Salomè (8 agosto 1903) in Epistolario 1897-1926, La Tartaruga Edizioni

Mappe - Viaggiare il presente

Mappe 2014-15 

 

Incontri, dialoghi, testimonianze e prospettive già in atto: ciascun percorso di Mappe propone un piccolo vademecum per orientarsi nel territorio del contemporaneo. L’indagine – incentrata su temi quali il cibo, l’immaginario, la scienza, l’industria tessile, il corpo… – condotta da numerosi relatori – esperti del settore, giornalisti, scrittori, professionisti e pionieri del cambiamento – approfondisce i diversi ambiti, stimola e coinvolge il pubblico al dialogo.

 
 
 
 

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La storia del design dedicato ai più piccoli attraverso giocattoli, arredi, pedagogia.
a Milano presso Triennale Design Museum
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